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Gay & Bisex

003 - In Ufficio - 03


di istevene75
17.06.2026    |    94    |    3 9.0
"All’improvviso smise, si alzò e potei sentire il suo cazzo, che non aveva perso l’erezione in tutto questo tempo, che mi sbatteva sulle chiappe..."
Ero molto agitato e sicuramente anche eccitato. Anzi ero sempre più eccitato. Avevo succhiato, come mai nessuno/a aveva succhiato me, il cazzone del mio capo e dopo avevo anche raccolto tutto lo sperma che non mi era finito direttamente in gola per gustarlo e lasciare tutto pulito. Stavo ancora finendo di leccare il cazzone del mio capo, mentre gli carezzavo le cosce e gli addominali. Lui tolse la mano con cui mi stava strizzando i capezzoli e mi diede una fortissima sberla sul culo.

“Dai troia alzati!”

“mmm , Si capo!

“Ti è piaciuto troia?! Lo vuoi nel culo?!”

“Vorrei tanto, ma non l’ho mai fatto… con un cazzo grosso come il tuo!”

Mi rimisi completamente a 90 gradi, ero mezzo nudo e con le mani tentavo di tenermi allargate le chiappe. Speravo che mi avrebbe leccato un po’. Sentii dei rumori, ma lui non mi diceva nulla e non mi toccava neanche. Poi sentii la sua voce, mi sembrava tornata normale, ma mi trattava ancora come la sua femmina.

“Dai Troia, non ti ho detto di metterti a 90! Tirati su e rivestiti!”

“Ma capo, non finisci di punirmi?”

“Rivestiti, svelta e ricorda che domani devi stare qui alle 7! E’ una giornata importante”

Mi girai e lo vidi, mentre usciva dalla stanza, naturalmente rivestito completamente. Certo era strano, perché se ne andava via così? Pensavo che ormai fossimo in sintonia. E poi non avevo chiuso la porta prima?

Ero molto sorpreso e deluso, ma ancora completamente eccitato. Non so’ come aveva fatto il capo a rimettersi il suo cazzone nei pantaloni. Ma io non ci riuscivo, il mio non ne voleva sapere di tornare a riposo e anche il buchino era completamente bagnato e ogni strusciata sul filo del peri mi dava dei brividi in tutto il corpo. Non osavo neanche provare a sfiorarmi i capezzoli che ormai erano dei chiodi rossissimi.

Mezzo rivestito mi sono diretto verso il bagno. Speravo che una pisciata a una rinfrescata mi avrebbero aiutato a calmarmi. Veramente mi dovevo svegliare dopo poche ore.

Il primo bagno era chiuso, prima non me ne ero accorto, ma non ci feci troppo caso. Entrai nel secondo e mentre stavo chiudendo la porta alle mie spalle sentii delle mani forti che mi afferrarono e mi inchiodarono al muro. La botta non era stata forte, ma mi sentivo comunque scosso e il cuore riprendeva a battere velocemente. La porta si apri mentre venivo spinto forte da qualcuno che doveva essere grosso almeno come me. Vidi entrare il capo della ditta delle pulizie dell’edificio. Era un uomo non molto alto ma ben piazzato. Di circa 50 anni, con una barba folta, la testa rasata, vestito con la tuta della sua azienda e con una faccia da porco. Adesso la presa su di me si era un pò allentata e riuscii a scorgere chi mi stava tenendo fermo. Era uno dei suoi dipendenti, quello più giovane, con lunghi capelli neri, il fisico da palestrato e pieno di tatuaggi.

“Che volete da me, siete impazziti?”

“Zitta troia, ti abbiamo vista succhiare il tuo capo mezza nuda ed abbiamo visto come volevi il suo cazzone. Adesso ti accontentiamo con i nostri!”

“Ma che dite, vi siete sbagliati, smettetela e lasciatemi libero!”

“Ci siamo sbagliati? Lo vuoi vedere il video?”

Mentre diceva queste parole fece partire un video dal suo cellulare. Sentii la voce del mio capo che mi insultava e vidi me in ginocchio che succhiavo il suo cazzone. Il porco lasciò scorrere il video per un pò. Smisi di fare resistenza e mi rilassai. Il ragazzo che mi teneva allentò la presa.

“Allora non li vuoi più i cazzi?” disse il porco.

Il ragazzo non mi teneva più schiacciato al muro. Lentamente mi slacciai la camicia, non avevo messo le scarpe quindi feci scendere i pantaloni a terra e li tolsi. Rimasi con il perizoma ed i calzini. Appoggiai la schiena al muro e mi lasciai cadere verso terra.

Loro mi guardarono e sorrisero con gli occhi pieni di voglia. La mia eccitazione si era trasformata nuovamente in paura.

“Vi prego, farò tutto quello che volete!”

“Certo che farai quello che vogliamo, altrimenti questo bel video andrà a tutti i tuoi colleghi e magari anche su internet. Da oggi sarai la nostra troia svuotapalle, il nostro sborratoio.”

Velocemente si tolsero entrambi la tuta da lavoro. Il porco era ancora tonico, un bel maschio con un cazzo non ancora eretto ma che prometteva bene. Mi ricordava uno di quei grossi contenitori di lubrificante di una nota marca di preservativi. Il giovane aveva il cazzo già in tiro e molto simile a quello del mio capo.

Non ero mai stato con due uomini insieme, era un mio sogno, una fantasia che spesso avevo sperato di realizzare, ma non così. Non sapevo bene cosa fare, ma decisi di farmi trasportare dagli eventi e di esaudire ogni loro voglia. Pensai che magari dopo mi avrebbero lasciato in pace.

Li presi entrambi in mano. Iniziai a leccare le grosse palle del porco. Fortunatamente erano entrambi depilati, odio i peli in bocca. Erano grosse e sode. Le leccavo e le succhiavo. Me ne infilavo una in bocca e succhiavo tirandola a me, sentivo sulla mano il suo pre-cum. Poi passai a leccare l’asta che si stava riempiendo dei suoi liquidi. Era cosi grosso e durissimo che era un piacere averlo tra le labbra. Ma non riuscii a metterlo subito tutto in bocca.

Intanto con l’altra mano segavo il cazzone del giovane. Mi sembrava che stesse ancora crescendo ed era anche questo durissimo.

Il porco mi prese la testa e infilo di forza tutto il suo cazzo nella mia bocca, la cappella era nella mia gola e mi schizzò almeno tre potenti getti di sborra calda direttamente nell’esofago.

“Brava la nostra troia!!! Adesso succhia il cazzone di mio figlio. Però tirati su e mettiti a 90!!”

Mi tirai su e mi misi come aveva ordinato. In quella posizione il giovane che mi teneva le braccia mi infilò il suo cazzone in bocca e iniziò a scoparla come se fosse una figa. Non riuscivo a succhiarlo, tenevo solamente la bocca aperta e la lingua fuori in basso. Stavo producendo una quantità industriale di saliva che non riuscivo a mandare giù o tenere in bocca. Usciva dai lati delle mie labbra serrate sul cazzone.

Il porco si mise in ginocchio alle mie spalle. Spostò di lato il peri e iniziò a leccare il mio buchino. Lo leccava ed infilava la lingua dentro. Anche la sua lingua era bella larga e mi stava regalando sensazioni mai provate. All’improvviso smise, si alzò e potei sentire il suo cazzo, che non aveva perso l’erezione in tutto questo tempo, che mi sbatteva sulle chiappe.

“Ti piace il cazzo Troia? Lo vuoi nel culo? Dimmelo che lo vuoi!”

Con il cazzone del giovane che mi scopava la bocca non potevo parlare, ma per fargli capire che volevo che mi scopassero tentai di muovermi e andare verso di lui con il culo.

Non disse nulla, sentii la cappella che mi spingeva sul buchino. Tentai di spingere come per andare di corpo per facilitare la dilatazione dell’ano. Ma visto che entrò facilmente, come una lama calda in un pezzo di burro, probabilmente già mi aveva allargato con la lingua.

Sentii il suo cazzone penetrare centimetro dopo centimetro. Più entrava e più godevo, nessun dolere questa volta, solo piacere. Il piacere di essere riempito, il piacere di essere posseduto, il piacere di essere allargato, il piacere di essere nuovamente la troia di un maschio. Di dare piacere.

Iniziarono a scoparmi forte e sincronizzati. Il porco sprofondava nel culo ed il giovane tirava indietro il cazzo dalla mia bocca. Il giovane spingeva il cazzone nella mia gola e il porco quasi usciva dal mio culo. Andarono avanti cosi per almeno 10 minuti e poi mi inondarono di sborra la bocca ed il culo.

Ero stanchissimo. Tutte le emozioni forti di questa sera e poi questa scopata animalesca erano state troppo intense. Ma loro non volevano smettere.

Mi buttarono a terra, la faccia schiacciata a terra e il culo in alto. Mi strapparono il perizoma, lo usarono per ripulirsi i cazzi e me lo infilarono in bocca pieno del loro sperma. Iniziarono a scoparmi il culo a turno dandosi il cambio poco prima di venire. Il mio cazzo era dritto e duro come il ferro, ma loro non se ne curavano. Ad un certo punto, mentre mi stava scopando il giovane, esplosi anche io in una sborrata incredibile. Gli schizzi mi arrivarono sul petto e per terra e sentii una pozza della mia sborra arrivarmi vicino alla faccia. Ma ormai ero stremato e svenni mentre i due stalloni ancora mi montavano.

…
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